Lettori fissi

domenica 28 febbraio 2010

L'origine è nel futuro

raccolgo l'invito di gus e volentieri mi arrampico sugli specchi

origine = inizio?
no!
l'inizio è un concetto applicabile alle sequenze e ai processi, ma l'origine è un'altra cosa.
sottende un significato molto più complesso.
un fiume inizia alla sua sorgente ma dove viene originato un fiume? Nelle falde acquifere sotteranee? nella pioggia che cade? nelle particelle che evaporano dal mare? o nel mare stesso? o, spingendo ancora più in là il ragionamento, alle foci di quello stesso fiume che nel mare termina e trova istantaneamente il suo nuovo inizio?
Certo il fiume inizia alla sua sorgente perchè è lì che trova un nome, prima è solo acqua che scorre tra le rocce nascoste, poi, appena sgorga allo scoperto incontra l'uomo e il linguaggio, che lo nomina. l'inizio, quindi è la differenza.
l'inizio è un punto che segna un prima e un dopo.
Ma non è così per l'origine.
La parola "Origine" non evoca un punto preciso ma un viaggio attraverso il linguaggio, la conoscenza, la cultura, il tempo e lo spazio.
Non riusciamo ad afferrare l'origine delle cose, è qualcosa che ci sfugge in continuazione, ci scivola tra le dita e non riusciamo ad afferarla.
Forse si può dire che "L'Origine" delle cose si perde in un presente sempre attuale, in uno spazio senza dimensioni e in un tempo senza passato e senza futuro.
"L'Origine è adesso"

lunedì 22 febbraio 2010

Dionisiaco versus Apollineo

Leggendo i vostri post/commenti credo di aver capito perché sabato sera mi avete detto con aria compiaciuta e, consentitemi, vagamente complice - sarà stato il "giretto" corsaro in macchina fatto prima di cena... - "ah, ma allora tu non hai capito lo spirito del blog".
Cari amici, allora, cominciamo ad addentrarci nel complicato viluppo di temi da voi affrontati.
Primo movimento, il Rito di passaggio: del primo in parte si è accennato e non ci ritorno, lasciamocelo quietamente alle spalle, piacevole o no che sia stato; volendo rielaboriamolo ma quel che è fatto è fatto ed è per sempre. Il deposito di ricordi non deve essere però un bagaglio troppo ingombrante per il viandante. I veri viaggiatori partono sempre con poche cose indispensabili, e tornano con la consapevolezza che quelle cose ritenute indispensabili all'inizio, non lo erano affato.
Secondo movimento (già ben oltre l'ipotetica mezza via):
Si dice che noi siamo parte del problema, e in effetti come non condividere questa affermazione. E' nella natura umana (quando si rappresenta in forme mentali evolute, e sapete che non è la norma) essere parte del problema, con la necessaria e fondamentale opera di esercizio della coscienza.
Non esiste la possibilità di un osservatore puro, ogni sguardo influisce sull'oggetto osservato.
Da questo schema non usciamo, e non credo molto modestamente, che potremo fare passi avanti ponendo il nostro baricentro verso il passato. Non fraintendetemi, non sono un fautore dell'irresponsabilità, dell'iper-realismo che finiscono inevitabilmente per accettare lo status-quo e le facili e rassicuranti giustificazioni individuali che ne conseguono: la miseria umana che tutti ci comprende prima di tutto. Anzi, al contrario, penso che su questo tema la sapienza antica abbia tracciato strade interessanti. A tale proposito e per inciso, suggerisco l'approfondimento dei testi fondamentali dei fenomeni culturali dell'antichità.
Il terzo movimento: il "destino" come orrizonte dell'essere per la fine.
Il tema è ricco di suggestioni, quindi non posso per evidente incapacità svilupparlo con la dovuta consapevolezza. Preferisco per "chiarirmi a me stesso" partire dall'esperienza umana diretta e aggiungervi il mio piccolissimo contributo.
Sappiamo che ad un certo punto tutti gli esseri dotati di coscienza si interrogano sul senso delle loro azioni, sul destino, sul significato del loro agire nel mondo, sulla sofferenza degli altri, sul dolore e sulla fine della vita.
Per Nietzsche l'uomo greco percepiva a fondo la negatività e la caducità dell' esistenza, ma anche – sulla scorta del pessimismo schopenhaueriano – riusciva, tramite lo spirito dionisiaco, a superare il nichilismo che questo avrebbe comportato e a risollevarsi con un "pessimismo del coraggio". Senza deragliare nel super-omismo della volontà di potenza, credo che la risposta possibile sia la piena accettazione del "gioco" e dell'immenso fluire ultra-umano della vita "fuori della nostra vita". Dalla nostra esperienza e dalle particelle ridotte del microcosmo, possiamo inferire il movimento generale del macrocosmo. Nella vita fuori della nostra vita, esistono il buio e la luce nelle mutevoli possibilità combinatorie. Ed esiste il caos, come esiste la tendenza a ricomporre temporaneamente l'inconoscibile in conoscibile, l'ordine tramite l'azione razionale. Spirito dionisiaco e apollineo si confrontano e perennemente "ci" confondono. Anche nella nostra ridotta esistenziale.
Abbiamo visto morire, abbiamo sentito il respiro del corpo, quando il corpo si distaccava dalla mente. Sappiamo, perché lo abbiamo visto, quanto la nostra condizione si riduca a pura animalità, quando nel momento della fine dell'esistenza, lottiamo con tutte le forze dell'essere per strappare alla morte ancora un altro respiro, seppur incosciente.
Il tempo dell'attesa. Care compagne e cari compagni, facciamo in modo che questo tempo non passi invano, che la sua irreversibilità non ci impedisca di cogliere "fuori di noi" il messaggio meraviglioso e irripetibile dello scorrere del tempo, della vita e del mondo. E in questo senso anche il rapido fluire del tempo, o all'opposto, il suo trascorrere inoperoso, siano una ricchezza dalla quale attingere.
Eyes wide shut

sabato 20 febbraio 2010

IL MOVIMENTO E IL VUOTO

Ricordo un dì di qualche estate fa, mi pare si andasse camminando verso Coritis, frazionati in minuscoli gruppetti, maggiormente a coppie casualmente assortite e disposte al cambio. Fu con Daria che parlai del tempo che va, tema che come è noto mi fa sobbalzar l'anima.

Ricordo ancora le sue parole perché spesso mi furon poi di conforto nel chiarirmi ciò che a prima vista appare arcano, la perdita del tempo. Sosteneva la pulzella resiana che perdere le cose ha carattere di inevitabilità nell'esistenza umana e che il segreto sta nel trovarne di altre per occupar quei posti liberi.

Da quel dì ho imparato che non bisogna temere lo scorrer a prima vista ingordo del tempo, il movimento (perdere e trovare) ma il vuoto (perdere senza trovare).

A occhio nudo mi pare che nessuno di noi al momento corra questo rischio.

venerdì 19 febbraio 2010

un bacione a tutti voi

pensierino da condividere con i miei amichetti.
ci pensavo oggi in autobus mentre raggiungevo S.Lazzaro.
Nella vita degli esseri umani ci sono due momenti filosofici fondamentali.
Il primo è nel periodo dell'infanzia quando il mondo, per essere compreso, ha bisogno di essere sistematizzato, animato. e qui non mi dilungo..c'è chi può ben dire in forma più approfondita sull'argomento.
Io nel mio piccolo potrei in questo e in altri post che verranno dire del secondo periodo filosofico che si incontra nella propria esistenza.
Il momento di cui parlo è quello legato al compimento dei 50. o giù di lì.
E' il momento dei bilanci, del rinnovarsi delle domande intorno al senso della propria e dell'esistenza in generale, al chiedersi di nuovo e per, la prima volta, il senso del proprio abbandonare il mondo.

Per ora la butto lì perchè devo tornare al lavoro..ci tornerò sopra.


mercoledì 17 febbraio 2010

La Strada

di Cormac Mc Carthy
Einaudi
€ 18

Un Uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo di cenere...
Il tema, a mio parere, è il passaggio all'età adulta. l'evento che porta a liberarsi della protezione degli adulti e che in fondo è meglio correre rischi vivendo senza protezioni.
anche perchè chi ti protegge non fa altro che trasmetterti le sue paure.

Capolavoro dello scrittore americano

giovedì 11 febbraio 2010

manifesto del "Diventa anche tu artista"

il manifesto fondativo del Diventa anche tu artista:

e con questo blog direi che completiamo la "quadrilogia".
il primo blog -MPSLP fans club è il luogo della relazione, del gioco, del gruppo. perchè tutto parte da lì, giocare insieme...rappresentare, simulare.
è l'inizio di qualsiasi conoscenza. da sempre e in tutte le civiltà e epoche
il secondo blog gli itinerari del MPSL è il luogo dell'avventura, del viaggio. l'esplorazione, la tribù che si impossessa dello spazio. lo conosce e lo Nomina.
il gruppo e il singolo si misurano in relazione all'ambiente e agli individui che quel gruppo costituisce.
il terzo blog le ricette del MPSL costituisce il nostro desco, la tavola attorno alla quale la tribù si raduna e rafforza i legami che la tengono insieme.
rappresenta uno dei più importanti piaceri collettivi della vita.
cucinare e mangiare insieme.
il quarto blog, diventa anche tu artista, è il compimento, la chiusura del cerchio. è il tempio dove la tribù si raccoglie per filosofare, per pensare e per creare.
E' il tempio della conoscenza e non può certo mancare nel nostro villaggio