Lettori fissi

mercoledì 29 settembre 2010

Aforisma della sera...

Ben venga il caos perché l'ordine non ha funzionato (Karl Kraus)

venerdì 10 settembre 2010

Cormac McCarthy

Meridiano di sangue di Cormac Mc Carthy, Einaudi
(La caccia agli indiani tra Stati Uniti e Messico, a metà del 1800, ricostruita a partire dal resoconto di Samuel Chamberlain My confession: The Recollections of a Rogue)

SENZA PIETA' SENZA PERDONO SENZA SPERANZA


La prosa di Mc Carthy è volutamente arida e sassosa, screpolata come le terre di Tucson o di El Paso in cui scalpitano cavalli malnutriti come i loro padroni, una terra dell'ovest onomatopeica del linguaggio pietroso dell'autore. I suoi personaggi irrequieti, anzi spesso cinici e disperati, vagano e si spostano senza meta, eppure immobili dentro, o meglio ineffabili, quasi privi di esprimere una difficile interiorità.
E' la storia vera ed efferata, basata su documenti del 1840, di un gruppo di cacciatori di scalpi : nessuna pietà, nessun perdono, nessuna speranza.



A metà tra Melville e Conrad.


Imperdibile


Recensione: http://falsoidillio.splinder.com/post/22298380/cormac-mccarthy-meridiano-di-sangue

martedì 1 giugno 2010

INVITO ALLA LETTURA

E' con piacere che vi comunico l'uscita per Meridiano Zero del noir tradotto dal francese dal mio amico Peppino. Di seguito il dettaglio:
- Operazione Atlanta di Hugues Pagan traduzione di Peppino Campo Pag. 256 - Euro 14,50. MERIDIANO ZERO 2010 -

venerdì 16 aprile 2010

pensierino

il momento in cui si sta più comodi è quando si cambia posizione

sabato 10 aprile 2010

SPOSTARSI


Il senso dello spostamento sta nel contorno, in ciò che si vede ai lati, il mutamento solo percepito. Lo sanno i vecchi rabbini che impudichi e maliziosi, immobili per decenni davanti alle stesse porte sulla strada, raccontano di viaggi immaginari da cui traggono sapienze. Non credono alla sosta, non ne hanno il portamento. Eppure stanziano e scacciano malocchi e angosce agitando la mano nell’aria come si fa con le mosche.

Oppure il timore dell’arrivo. Arrivare è concludere, poi c’è chi dice che c’è solo il nulla e chi invece un’altra partenza, ma pochi hanno il coraggio di spostarsi non solamente per arrivare.

sabato 27 marzo 2010

In questa bellissima giornata di primavera.....

In questa bellissima giornata di primavera voglio regalarvi un pensiero che gronda ottimismo:
La vita non ha senso e la morte è spaventosa..e da questa tragedia non se ne esce se non con l'illusione

martedì 16 marzo 2010

Una terribile dimenticanza

Il viaggiatore si ricorda di aver sentito parlare di casi di anomalia, e di sopravvissuti a impatti solo ipotetici. Ma ovviamente, non se la sente di aspettare inerte quello che potrebbe o meno succedere da lì a pochi istanti. Prova a scendere dalla macchina. Se mi allontano da qui male che vada mi distruggeranno la macchina ma sarò salvo... Aziona il pulsante per l'apertura dello sportello. Non funziona!!! Allora prova a disattivare il remote control system che presiede ai dispositivi anti-intrusione. Il sistema non riconosce la sua password. Il tempo scorre via dannatamente in fretta... Si ricorda di avere un martelletto con punta di diamante per le emergenze. Allora si gira e cerca di raggiungere la parte posteriore del veicolo. La temperatura nell'abitacolo è diventata torrida. Il display indica 40°. Raggiunge il bagagliaio e comincia a frugare ma non trova nulla. E' fradicio di sudore e gelato dall'ansia, ha perso la cognizione del tempo. Raccoglie le ginocchia e prova a sferrare un calcio con tutte e due i piedi contro il vetro dello sportello. Il tentativo, compiuto con tutta la forza disponibile non sortisce alcune effetto. E' prigioniero della tecnologia impazzita. Urla e dall'esterno la scatola incandescente sembra vibrare per le grida e l'agitazione. Non c'è più scampo, pensa. Poi, improvviso un ricordo, un'azione meccanica che si rammenta di non aver compiuto. Ma certo! Lo sportello non si apre perché non ho disattivato il sistema di marcia automatica e si sà, se non lo disattivi le funzioni sono inibite. Che cretino... Allora ritorna affannosamente verso la parte anteriore del veicolo.


All'orizzonte scorre velocemente un punto rosso luccicante. E' una nuova Aguila 7007 RoadStar, alla guida un uomo e una donna tesi, stanno discutendo da diverso tempo della loro insoddisfacente relazione. Si incolpano, si scusano, i loro propositi non sono ancora ben delineati. L'uomo pensa che si è scocciato, lei lo ritiene un buono a nulla. Niente di nuovo sotto il cielo. Ma sono terribilmente distratti a causa di quella stupida discussione. Un segnale indica la presenza di un veicolo inspiegabilemnte fermo sul lato destro della strada. Lo ignorano.

L'uomo dell'abitacolo si accorge del veicolo in arrivo, con un ultimo sforzo raggiunge la plancia e disattiva la marcia, preme il pulsante, sente lo sportello cedere sotto il peso affannato del suo braccio, si apre!!!

In un attimo è fuori ma con tale precipitazione da far aprire lo sportello troppo rapidamente e trovarsi catapultato per terra a lato della fiancata della vettura.

L'uomo alla guida della vettura rossa si accorge proprio all'ultimo istante dell'uomo che come un forsennato si butta fuori dall'auto. D'istinto sterza e poi controsterza ma la macchina va per i fatti suoi, e ne perde il controllo. La vettura prima si impenna e poi si ribalta, uscendo dalla lunga striscia nera e peciosa dell'asfalto. Atterra rovesciata nel campo sotto la massiciata, quasi schiacciata. E' troppo tardi per qualsiasi cosa, dalla macchina rovesciata non si sente alcuna voce... poi di colpo un scoppio potente. Il serbatoio dell'idrogeno probabilmente. L'uomo al lato della macchina è investito da onda fortissima che lo sbatte prima contro il cofano della vettura e poi lo butta dall'altro lato e così evita di essere investito dalla fiammata che segue lo scoppio. In un istante comprende che il disastro è compiuto, ma lui non ha colpe è stato un malfunzionamento del software...

E poi, dopo lunghi istanti di silenzio, all'orizzonte compare la sagoma scura della vettura degli addetti alla sicurezza e alla ricerca dei criminali stradali, combattuti con pugno duro dallo Stato in cui si trova ora.

Prima il sollievo momentaneo per essersi liberato, poi lo stupore e lo sgomento per quanto successo in seguito, adesso un senso di paura quasi irrazionale, non pensa che sarà in grado di giustificarsi, lo metteranno subito in carcere e sarà difficile spiegare, non ci sono testimoni. La macchina si avvicina con il suo lugubre e spietato profilo da corvo...

martedì 9 marzo 2010

Giocare

visto che a giocare ci divertiamo, vi propongo un altro gioco:
-la vicenda è ambientata in un'epoca futura. un uomo è alla guida di un veicolo altamente tecnologico e super accessoriato.
Lo strumento di punta di questo veicolo e il cosidetto "scanner di realtà".
Un fascio di raggi biotonali scannerizza l'ambiente circostante il veicolo per un raggio di 5 km e attraverso un complesso calcolo algoritmico individua le probabilità di rischio che si approssimano all'automobile.

Avvicinandosi ad un paese il segnale acuto di allarme sveglia il nostro conducente che si era assopito nel suo comodo sedile ergonomico
sul display del computer di bordo scorre una scritta a led rossi
attenzione..pericolo collisione a distanza di 3 km, bambino perderà la palla e correrà in mezzo alla strada! all'attuale velocità la probabilità di collisione è al 85%...Rallentare alla velocità di 25 miglia orarie..
il nostro bravo conducente allora rallenta immediatamente e evita di investire il bambino che in effetti si trovava in mezzo alla strada..
fin qui tutto bene.
Ma uscito dal paese, dopo qualche km, un altro messaggio attira l'attenzione dell'autista..
attenzione...pericolo non identificato a distanza non quantificata,,continuo la scanerizzazione...
-Porc...- pensa il nostro uomo
- e adesso che faccio?
- computer specifica pericolo-
- non è possibile specificare..risulta un pericolo di classe 5 imminente ma non riesco a identificare..
- classe 5!!!!????
istintivamente l'uomo porta il veicolo alla velocità minima e consulta immediatamente il manuale di istruzioni.
classe 5: pericolo con possibile esito fatale..
-ho mamma mia- esclama l'autista.

ecco il gioco:
potete fare e aggiungere qualsiasi elemento..
come sviluppereste voi questo incipt?
che piega dareste alla storia?
tracciate a grandi linee lo sviluppo della narrazione.
una giuria scelta dai partecipanti al gioco assegnerà il primo premio.
anche il primo premio sarà a scelta della giuria.
buon gioco a tutti

Ho dimenticato...

Ho dimenticato un sacco di opere, impresa mnemonica del resto inesauribile, ma tra tutti i capolavori tralasciati lasciatemi citare "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Gadda, per me il più grande scrittore italiano del novecento.

lunedì 8 marzo 2010

E i fumetti..???

E tutta la cultura underground rappresentata dai fumetti?  dai Fab Freak Brothers ai futuribili Moebius, Enki Bilal, dal mitico/mistico duo Liberatore e Tamburini a Pazienza. Al Magnus dell'irripetibile primo Alan Ford e dello sconosciuto?
ecc. ecc.

domenica 7 marzo 2010

PUTTANE

Passeggiando nel quartiere a luci rosse di Anversa, guardando vecchie donne esporsi nude dentro le vetrine, non ho potuto fare a meno di pensare di come la vita non sia null'altro che un'imbarazzante necessita'.

5, 5 e 5 non fa 15!!!

Ragazzi è molto difficile, credo di non riuscire a limitare a 5 pezzi ad arte. Per fare una cosa sensata - ma questo giuoco non lo è - e per rendere onore ai capolavori che ho incontrato nella mia vita devo ricorrere alla memoria e non cadere nel rischio di citare solo ciò che mi ha affascinato di recente. Capirete che con la memoria che mi ritrovo l'operazione risulterà necessariamente incompleta...
Cercherò di associare ad ogni opera un ricordo particolare

Cinema:

1) I capolavori di S. Kubrik (tutti, quindi scrivo i titoli, li metto in un cesto e faccio la pesca..)  : è uscito Il dottor Stranamore
2) A. Kurosawa (come sopra) su tutti forse Dersu Uzala
3) Per la fantascienza Alien/2001 Odissea nello spazio, pari o dispari?
4) F. Truffaut, I quattrocento colpi
5) Ultimo tango a Parigi (including ultimo tango a Zagarolo)

Però per me 5 non è proprio possibile e vi faccio un esempio concreto: state per essere sommersi da un'onda anomala e dovete appunto decidere cosa salvare. Bene, solo nella scelta dei film ci impiegherei troppo tempo e sarei sommerso prima di arrivare alla prima lista di 100 film...
E voi non salvereste: Orizzonti di gloria, Uomini contro, Psycho, Nel corso del tempo, Alice nella città, Il caro estinto, Harold e Maude, Easy rider, A qualcuno piace caldo, Solaris, Per un pugno di dollari, Apocaplypse now, Il nastro bianco, Cachet, Dracula di B. Stoker, Per favore non mordermi sul collo, L'inquilino del terzo piano, Il pianista, Il coltello nell'acqua, Il settimo sigillo, Il pranzo di Babette, Il posto delle fragole, L'arpa birmana, Taxi driver, Il falcone maltese, Cane di paglia, Giungla d'asfalto, Biancaneve e i sette nani, La carica dei 101, Moby Dick, Per chi suona la campana, Amarcord, 900, Chinatown, Aguirre, Woyzek, Fitzcarraldo, Pulp fiction, Fargo, Il grande Lebowski, La sottile linea rossa, Il grande dittatore, I sette samurai, Ecce bombo, La grande abbuffata, La grande guerra, I pugni in tasca, Indagine su un cittadino al di sopra di  ogni sospetto, La battaglia di Algeri, Il nuovo mondo, L'imbalsamatore, Il divo, Gomorra, (ancora tutti i film di Kubrik)... (to be continued) ... e Quant'è bella la bernarda tutta nera tutta calda????

Libri (siamo messi nello stesso modo)

1) Guerra e pace
2) Delitto e castigo
3) Il mio nome è rosso
4) Il rosso e il nero
5) Moby Dick/Diceria dell'untore
6) Auster (quasi tutti), Triologia di New York e La musica del caso su tutti

Ma voi lascereste andare a fondo: ......................

Quadri:

1) Rembrandt (un suo autoritratto alla galleria Gulbenkian di Lisbona), quando vi avvicinate al quadro e poi dopo ve ne allontanate capite cosa è la pittura: è soprattutto colore e luce, e la luce nel colore o il colore della luce. Lo stesso dicasi per Tiziano (non Merlino però...).
2) Bosch (tutto ma proprio tutto)
3) Kandinskij (idem)
4) Tanto astrattismo e informale (Pollock) e prima di loro Turner
5) Van Gogh come espressionista post-impressionista
6) E il realismo magico dove cazzo lo vogliamo mettere?
7) e Braque e il cubismo prima maniera?
... e Mantegna e il Guercino (avete presente il blu dei suoi cieli???)
8) E i minori... che poi spesso sono i migliori

Maaahh!!! Mi fermo qua, sono esausto, non sono in grado di parlare di musica.
Però...:
Mingus e Bach, sopra tutti!!!!

sabato 6 marzo 2010

ieri sera


in questo periodo mi sottraggo dal mezzo televisivo per impiegare le mie serate in inutili quanto piacevoli momenti di ozio totale e click sulla rete.
ma ieri sera non ho potuto sottrarmi alla visione del mio film preferito
"The Hours" di Daldry con nicole kidman, Julianne more e meryl streep.
Film assolutamente perfetto.
Mi è venuto in mente di fare, anche qui, e ancora il gioco della fine del mondo.
- il mondo sta finendo e voi avete la possibilità di spedire nello spazio, e quindi salvare dalla distruzione, 5 libri e 5 film e 5 quadri.
voi cosa spedite?

giovedì 4 marzo 2010

Ben trovati tutti. Ai ringraziamenti a Gus per il cortese invito aggiungo solo due parole laterali a "Venerendo". Si tratta di un felice - quanto fortuito e fortunato - quasianagramma storicamente determinato, emesso cioè, realmente da un mio concittadino in risposta ad un monito del proprio pastore spirituale. Sopraffatto dalla ieratica attenzione (del tutto inaspettata) egli pensò bene di ricompensarlo con pomposo appellativo, ancorchè maldestramente impiegato, "Venerendoooo", appunto. Da allora la comunità degli infedeli trovò facile e proficuo saccheggiare la densità semantica che l'equivocità del termine promette e mantiene; fino ad arrivare ai giorni nostri (e quindi anche miei e di Gustavo), quando ha acquistato una ben più promettente espansione e nei più svariati circuiti comunicativi.
Un abbraccio a tutti

VNR

domenica 28 febbraio 2010

L'origine è nel futuro

raccolgo l'invito di gus e volentieri mi arrampico sugli specchi

origine = inizio?
no!
l'inizio è un concetto applicabile alle sequenze e ai processi, ma l'origine è un'altra cosa.
sottende un significato molto più complesso.
un fiume inizia alla sua sorgente ma dove viene originato un fiume? Nelle falde acquifere sotteranee? nella pioggia che cade? nelle particelle che evaporano dal mare? o nel mare stesso? o, spingendo ancora più in là il ragionamento, alle foci di quello stesso fiume che nel mare termina e trova istantaneamente il suo nuovo inizio?
Certo il fiume inizia alla sua sorgente perchè è lì che trova un nome, prima è solo acqua che scorre tra le rocce nascoste, poi, appena sgorga allo scoperto incontra l'uomo e il linguaggio, che lo nomina. l'inizio, quindi è la differenza.
l'inizio è un punto che segna un prima e un dopo.
Ma non è così per l'origine.
La parola "Origine" non evoca un punto preciso ma un viaggio attraverso il linguaggio, la conoscenza, la cultura, il tempo e lo spazio.
Non riusciamo ad afferrare l'origine delle cose, è qualcosa che ci sfugge in continuazione, ci scivola tra le dita e non riusciamo ad afferarla.
Forse si può dire che "L'Origine" delle cose si perde in un presente sempre attuale, in uno spazio senza dimensioni e in un tempo senza passato e senza futuro.
"L'Origine è adesso"

lunedì 22 febbraio 2010

Dionisiaco versus Apollineo

Leggendo i vostri post/commenti credo di aver capito perché sabato sera mi avete detto con aria compiaciuta e, consentitemi, vagamente complice - sarà stato il "giretto" corsaro in macchina fatto prima di cena... - "ah, ma allora tu non hai capito lo spirito del blog".
Cari amici, allora, cominciamo ad addentrarci nel complicato viluppo di temi da voi affrontati.
Primo movimento, il Rito di passaggio: del primo in parte si è accennato e non ci ritorno, lasciamocelo quietamente alle spalle, piacevole o no che sia stato; volendo rielaboriamolo ma quel che è fatto è fatto ed è per sempre. Il deposito di ricordi non deve essere però un bagaglio troppo ingombrante per il viandante. I veri viaggiatori partono sempre con poche cose indispensabili, e tornano con la consapevolezza che quelle cose ritenute indispensabili all'inizio, non lo erano affato.
Secondo movimento (già ben oltre l'ipotetica mezza via):
Si dice che noi siamo parte del problema, e in effetti come non condividere questa affermazione. E' nella natura umana (quando si rappresenta in forme mentali evolute, e sapete che non è la norma) essere parte del problema, con la necessaria e fondamentale opera di esercizio della coscienza.
Non esiste la possibilità di un osservatore puro, ogni sguardo influisce sull'oggetto osservato.
Da questo schema non usciamo, e non credo molto modestamente, che potremo fare passi avanti ponendo il nostro baricentro verso il passato. Non fraintendetemi, non sono un fautore dell'irresponsabilità, dell'iper-realismo che finiscono inevitabilmente per accettare lo status-quo e le facili e rassicuranti giustificazioni individuali che ne conseguono: la miseria umana che tutti ci comprende prima di tutto. Anzi, al contrario, penso che su questo tema la sapienza antica abbia tracciato strade interessanti. A tale proposito e per inciso, suggerisco l'approfondimento dei testi fondamentali dei fenomeni culturali dell'antichità.
Il terzo movimento: il "destino" come orrizonte dell'essere per la fine.
Il tema è ricco di suggestioni, quindi non posso per evidente incapacità svilupparlo con la dovuta consapevolezza. Preferisco per "chiarirmi a me stesso" partire dall'esperienza umana diretta e aggiungervi il mio piccolissimo contributo.
Sappiamo che ad un certo punto tutti gli esseri dotati di coscienza si interrogano sul senso delle loro azioni, sul destino, sul significato del loro agire nel mondo, sulla sofferenza degli altri, sul dolore e sulla fine della vita.
Per Nietzsche l'uomo greco percepiva a fondo la negatività e la caducità dell' esistenza, ma anche – sulla scorta del pessimismo schopenhaueriano – riusciva, tramite lo spirito dionisiaco, a superare il nichilismo che questo avrebbe comportato e a risollevarsi con un "pessimismo del coraggio". Senza deragliare nel super-omismo della volontà di potenza, credo che la risposta possibile sia la piena accettazione del "gioco" e dell'immenso fluire ultra-umano della vita "fuori della nostra vita". Dalla nostra esperienza e dalle particelle ridotte del microcosmo, possiamo inferire il movimento generale del macrocosmo. Nella vita fuori della nostra vita, esistono il buio e la luce nelle mutevoli possibilità combinatorie. Ed esiste il caos, come esiste la tendenza a ricomporre temporaneamente l'inconoscibile in conoscibile, l'ordine tramite l'azione razionale. Spirito dionisiaco e apollineo si confrontano e perennemente "ci" confondono. Anche nella nostra ridotta esistenziale.
Abbiamo visto morire, abbiamo sentito il respiro del corpo, quando il corpo si distaccava dalla mente. Sappiamo, perché lo abbiamo visto, quanto la nostra condizione si riduca a pura animalità, quando nel momento della fine dell'esistenza, lottiamo con tutte le forze dell'essere per strappare alla morte ancora un altro respiro, seppur incosciente.
Il tempo dell'attesa. Care compagne e cari compagni, facciamo in modo che questo tempo non passi invano, che la sua irreversibilità non ci impedisca di cogliere "fuori di noi" il messaggio meraviglioso e irripetibile dello scorrere del tempo, della vita e del mondo. E in questo senso anche il rapido fluire del tempo, o all'opposto, il suo trascorrere inoperoso, siano una ricchezza dalla quale attingere.
Eyes wide shut

sabato 20 febbraio 2010

IL MOVIMENTO E IL VUOTO

Ricordo un dì di qualche estate fa, mi pare si andasse camminando verso Coritis, frazionati in minuscoli gruppetti, maggiormente a coppie casualmente assortite e disposte al cambio. Fu con Daria che parlai del tempo che va, tema che come è noto mi fa sobbalzar l'anima.

Ricordo ancora le sue parole perché spesso mi furon poi di conforto nel chiarirmi ciò che a prima vista appare arcano, la perdita del tempo. Sosteneva la pulzella resiana che perdere le cose ha carattere di inevitabilità nell'esistenza umana e che il segreto sta nel trovarne di altre per occupar quei posti liberi.

Da quel dì ho imparato che non bisogna temere lo scorrer a prima vista ingordo del tempo, il movimento (perdere e trovare) ma il vuoto (perdere senza trovare).

A occhio nudo mi pare che nessuno di noi al momento corra questo rischio.

venerdì 19 febbraio 2010

un bacione a tutti voi

pensierino da condividere con i miei amichetti.
ci pensavo oggi in autobus mentre raggiungevo S.Lazzaro.
Nella vita degli esseri umani ci sono due momenti filosofici fondamentali.
Il primo è nel periodo dell'infanzia quando il mondo, per essere compreso, ha bisogno di essere sistematizzato, animato. e qui non mi dilungo..c'è chi può ben dire in forma più approfondita sull'argomento.
Io nel mio piccolo potrei in questo e in altri post che verranno dire del secondo periodo filosofico che si incontra nella propria esistenza.
Il momento di cui parlo è quello legato al compimento dei 50. o giù di lì.
E' il momento dei bilanci, del rinnovarsi delle domande intorno al senso della propria e dell'esistenza in generale, al chiedersi di nuovo e per, la prima volta, il senso del proprio abbandonare il mondo.

Per ora la butto lì perchè devo tornare al lavoro..ci tornerò sopra.


mercoledì 17 febbraio 2010

La Strada

di Cormac Mc Carthy
Einaudi
€ 18

Un Uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo di cenere...
Il tema, a mio parere, è il passaggio all'età adulta. l'evento che porta a liberarsi della protezione degli adulti e che in fondo è meglio correre rischi vivendo senza protezioni.
anche perchè chi ti protegge non fa altro che trasmetterti le sue paure.

Capolavoro dello scrittore americano

giovedì 11 febbraio 2010

manifesto del "Diventa anche tu artista"

il manifesto fondativo del Diventa anche tu artista:

e con questo blog direi che completiamo la "quadrilogia".
il primo blog -MPSLP fans club è il luogo della relazione, del gioco, del gruppo. perchè tutto parte da lì, giocare insieme...rappresentare, simulare.
è l'inizio di qualsiasi conoscenza. da sempre e in tutte le civiltà e epoche
il secondo blog gli itinerari del MPSL è il luogo dell'avventura, del viaggio. l'esplorazione, la tribù che si impossessa dello spazio. lo conosce e lo Nomina.
il gruppo e il singolo si misurano in relazione all'ambiente e agli individui che quel gruppo costituisce.
il terzo blog le ricette del MPSL costituisce il nostro desco, la tavola attorno alla quale la tribù si raduna e rafforza i legami che la tengono insieme.
rappresenta uno dei più importanti piaceri collettivi della vita.
cucinare e mangiare insieme.
il quarto blog, diventa anche tu artista, è il compimento, la chiusura del cerchio. è il tempio dove la tribù si raccoglie per filosofare, per pensare e per creare.
E' il tempio della conoscenza e non può certo mancare nel nostro villaggio