Lettori fissi

sabato 20 febbraio 2010

IL MOVIMENTO E IL VUOTO

Ricordo un dì di qualche estate fa, mi pare si andasse camminando verso Coritis, frazionati in minuscoli gruppetti, maggiormente a coppie casualmente assortite e disposte al cambio. Fu con Daria che parlai del tempo che va, tema che come è noto mi fa sobbalzar l'anima.

Ricordo ancora le sue parole perché spesso mi furon poi di conforto nel chiarirmi ciò che a prima vista appare arcano, la perdita del tempo. Sosteneva la pulzella resiana che perdere le cose ha carattere di inevitabilità nell'esistenza umana e che il segreto sta nel trovarne di altre per occupar quei posti liberi.

Da quel dì ho imparato che non bisogna temere lo scorrer a prima vista ingordo del tempo, il movimento (perdere e trovare) ma il vuoto (perdere senza trovare).

A occhio nudo mi pare che nessuno di noi al momento corra questo rischio.

2 commenti:

  1. sarebbe proprio bello fosse così.. una cosa se ne va e subito viene rimpiazzata da un'altra. si mi piacerebbe succedesse cosi.
    immagina di essere un falegname, come tutti i giorni ti appresti a tagliare le tue belle assi di abete, sai che devi stare attento perchè la sega circolare non perdona e per tanti anni infatti, sei stato attento, ma oggi è diverso, hai delle bollette da pagare, la tua donna ti ha lasciato, il tuo dentista vuole il saldo della dentiera ecc.. ecc..Questa mattina, quindi sei distratto e poco prima della pausa caffè... zacchete..un dito sulla sega circolare e l'appendice non c'è più..
    NON C'E'PIU'.....NON C'E'PIU'
    il povero falegname il suo dito lo ha perso..PER SEMPRE.. hai voglia di trovare sostituti..
    No caro paolo io credo che ogni uomo debba fare i conti...(senza sconti..scusa il gioco di parole) con la perdita,.... con la tragedia della perdita

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  2. ricordi i microcosmi?...mi sono tornati alla mente adesso :-)

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