Il tema è se la qualità abbia una costituzione intrinsecamente
soggettiva, nel qual caso ne discende ciò che dice 85 kg in discesa.
Ognuno si determina la propria qualità a misura di sè stesso e il
risultato è che il mondo si sfracella contro un muro, o contro una
pietra in uno sterrato (ogni riferimento...). La qualità invece possiede
un elemento caratteristico proprio: la qualità dell'insieme non esprime
le singole qualità delle parti, ma va oltre. Il misero mondo attuale ha
purtroppo associato al significato di qualità quelli di efficenza, gli
standard prestazionali delle ISO, il marketing e la fuffa. Di
conseguenza la Qualità finisce svilita in una relazione mercificata con
il concetto di sostanza e, infine, di merce. Niente di più opposto alle
intenzioni dei filosofi metafisici. La qualità diviene al fine uno strumento di
determinazione (soprattutto in ambito scientifico).
Non riconosciamo
invece noi più immediatamente nella qualità la caratteristica che rende un
manufatto, un comportamento, un processo, una persona come non-sostituibili,
preziosi, utili, infine fatti con il massimo dello sforzo di ragione e
creatività messe contemporaneamente in opera?
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