Lettori fissi

mercoledì 30 ottobre 2013

Bye bye Lou

“I’m a man, blink your eyes and I’ll began…” sono un uomo, in un tuo batter d’occhio sparirò. Ed è sparito il vecchio Lou. Se n’è andato in un’annoiata domenica di fine Ottobre. Stavo in cucina, pelavo le patate e tagliuzzavo l’aglio per la cena della sera, il ronzio del telegiornale delle 20 in sottofondo. All’improvviso, estranea e metallica, mi arriva la voce del conduttore “la leggenda del rock, Lou Reed, è morto...”, il tono lo stesso che avrebbe usato poco dopo per rivelarci la sconfitta dell’Atalanta a Genova. Che distanza incolmabile tra me e Alberto Matano. Lui si è tuffato nelle notizie sportive, io in un intimo vuoto, quasi indefinibile.
Lou Reed… Ci sono persone che non abbiamo mai incontrato e che eppure segnano in modo indelebile le nostre esistenze. La sua musica ha marcato, ferito mi verrebbe da dire, alcuni passaggi fondamentali del mio percorso di vita.
I concerti: la prima volta in Arena a Verona, mi pare fosse il 1983 e poi altre volte ancora in giro per la penisola, fino a Ravenna, l’ultima volta nel 2006. Ogni volta la stessa magia, quella voce tra il canto e il sussurrato che saliva dagli anfratti più inconfessabili dell’anima a far da contrasto con l’elettricità urbana e scombinata della Telecaster.
Gli anni duri della giovinezza, vittima del perbenismo borghese famigliare: il ricovero psichiatrico con annessi elettroshock per curare quelle vergognose “devianze sessuali” e tutta quell’elettricità che non è mai più andata via e che è diventata canzoni, suoni, rumori, sempre dissonanti, mai consolatori. I suoi personaggi, disperati e ai margini dei margini, non cercano mai facili assoluzioni, tanto meno comprensione, Lou li muove sempre verso un qualcosa di indefinito, un qualcosa che non svela mai, quasi in un inconscio e permanente omaggio alle origine ebraiche.
Lou Reed… ho iniziato ad ascoltarlo ch’ero poco più di un ragazzo, in quei tempi là pensavo che su quelle canzoni avremmo costruito un mondo libero e giusto, senza poteri e gerarchie, eravamo anarchici e bambini. Da allora sono cambiate molte cose, ma i sogni belli rimangono belli per sempre.
“I’m a man, blink your eyes and I’ll began…” bye bye Lou.
Ti ho voluto veramente tanto bene. Mi hai voluto veramente tanto bene.


Paolo Coce

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