Lettori fissi

mercoledì 28 gennaio 2015

In memoria della Grande guerra

Pierre Lemaitre, Ci rivediamo lassù.
Mi sento di spendere due righe per perorarne la lettura, alla fine di un anno che ricorda l'inizio dell'inutile strage.
Romanzo a base noir, ma che contiene gli elementi tipici del racconto a metà tra la ricostruzione storica e il romanzo popolare (Hugo e Dumas da un lato e Balzac dall'altro), ma con una bella impronta personale dell'autore.
Della trama, invece, che non si adatta mai a una recensione specie se molto concisa, non ne parlerò. Ogni lettore ha diritto alla propria personale scoperta pagina dopo pagina.
Quello che conta è lo spirito che il romanzo coglie.

Qui si parla di una generazione spazzata via dalla guerra, della vita amara dei reduci, degli effetti di un patriottismo demente e bugiardo. Di una società pensata per rimanere rigidamente divisa in classi ma che la guerra ha rimesso in discussione.
Gli eroi del romanzo, sopravvissuti in qualche modo e con qualche danno collaterale alla carneficina, si ribelleranno e riusciranno - fantasiosamente - a vendicarsi, irridendo a loro modo la falsa e vuota retorica post-bellica.
Naturalmente, come in ogni romanzo, ci sono gli approfittatori, gli agnelli, gli scaltri e gli ingenui. C'è il paesaggio sociale tetro di una società che non ha imparato nulla e che nulla imparerà e che è destinata a rimanere borghesemente e intimamente canaglia.
Come ha scritto l'autore, la collera è il principale motore emotivo del romanzo e anche noi lettori, passo dopo passo, ne saremo avvolti.

Premio Goncourt 2013

Gus

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